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Apprendre la langue italienne à Rome

Mirabile pittore, scultore, teorico dell’arte, musico, scrittore, ingegnere meccanico, architetto, scenografo, maestro fonditore, esperto d’artiglieria, inventore, scienziato … chi se non  Leonardo, genio italiano e uomo dai mille interessi? Tra questi, la passione per la cucina lo accompagna per tutta la vita fin da quando...

Mirabile pittore, scultore, teorico dell’arte, musico, scrittore, ingegnere meccanico, architetto, scenografo, maestro fonditore, esperto d’artiglieria, inventore, scienziato … chi se non  Leonardo, genio italiano e uomo dai mille interessi? Tra questi, la passione per la cucina lo accompagna per tutta la vita fin da quando, apprendista nella bottega del Verrocchio, lavora come cameriere nella Taverna delle tre lumache, vicino a Ponte Vecchio, per arrotondare (significato: rendere qualcosa di forma tondeggiante, oppure sostituire una cifra con un'altra per eccesso o difetto oppure, qui, integrare lo stipendo con altre entrate). Rilanciata da molti siti web, quella che sembra una favoletta gastronomica vede Leonardo e l’amico Botticelli riaprire la stessa bottega, andata in fiamme, col nome Le tre rane. C’è da crederci?  Sicura invece la “scienza in cucina” leonardesca: approdato a Milano alla corte degli Sforza la sua raffinatezza e il buon gusto per la tavola non sfuggono all’attento Ludovico il Moro che lo prende a corte per curare la regia dei banchetti. Ed è proprio dalle cucine del castello degli Sforza che Leonardo pensa di applicare la tecnologia per migliorare le pietanze; escono dalla sua fantasia creatrice macchinari e arnesi per pelare, tritare e affettare gli ingredienti, oggetti predecessori del cavatappi, il trita aglio, l’affettatrice, un marchingegno per automatizzare lo spiedo per gli arrosti e un modo per tenere sempre calde le pietanze e mandare via cattivi odori e fumo dalle cucine. E anche il rettangolino di stoffa tra le nostre mani, ebbene sì, il tovagliolo!! Esule in Francia nel 1516, Leonardo si reca a Cloux presso il Re Francesco, anch’egli appassionato di cucina e cuoco in incognita. Tra i due nasce una grande intesa che li spinge per ore e ore ai fornelli a fare esperimenti culinari e alla cura dell’orto. Ed è proprio re Francesco che un giorno chiede a Leonardo di mostragli il contenuto della scatola nera che Leonardo portava sempre con sé. Top secret ! Al suo interno vi era custodita una macchina destinata al mondo intero: la macchina per fare gli spaghetti!! Presumibilmente vegetariano, e secondo quanto si legge nel Codice Atlantico conservato nella Biblioteca Ambrosiana di Milano, Leonardo fu anche un conoscitore di erbe e spezie, tra queste lo zafferano, i fiori di papavero, la curcuma, i fiordalisi, le ginestre, l’olio di semenza di senape e l’olio di lino. Al leonardesco genio si deve anche un’inedita bevanda: “l'Acquarosa di Leonardo'”. Da lui definita adatta all’estate calda dei Turchi,  è composta di acquarosa, zucchero, limone, colati in “tela bianca”.  E i suoi gusti alimentari? Soprattutto minestre e zuppe. Emozionante e commovente una rara annotazione istintiva di vita quotidiana, che rende la dimensione umana del personaggio il quale, incalzato dai richiami di qualcuno, corre a mangiare.[secondo lo studio di Milena Magnano] con l'ultima data presente su un manoscritto risalente al giugno del 1518, Leonardo, infatti, preso da calcoli di geometria, bruscamente interrompe gli studi con un eccetera, perché la minestra si fredda ! !

Ricetta della Minestra d’erbe
Ingredienti: 1,5 litri di brodo di manzo, 500 g di foglie di bietola, 1 pugno abbondante di erbe fresche: borragine, crescione, scarola,e quel che commestibile si trova nei campi, 1 mazzetto di prezzemolo e 1 di menta fresca, sale e pepe q.b., pecorino grattugiato


Mondare e lavare le bietole di cui utilizzare solo la foglia, gli spinaci e le altre erbe fresche. Cuocere tutto in acqua bollente e salata per 5-7 minuti circa, senza coprire, per mantenere il colore verde. Scolarle, strizzarle bene e tritarle sottili o frullarle. Tritare successivamente anche il prezzemolo e la menta perché non scuriscano e perdano l’aroma. Portare ad ebollizione il brodo, aggiungerci le erbe cotte, 3 cucchiai circa di prezzemolo e 2 o 3 di menta e lasciare che il composto riprenda il bollore. Aggiustare di sale e pepe e servire cosparsa con abbondante pecorino grattugiato e Buon Appetito!

Carmela Marocchini

dal web: 1.adnkronos.com, wikipedia.it, taccuinistorici.it, expo2015.org,blog.cookaround.com